Il mio Dizionario delle Sostanze Dannose

Benvenuta in questa sezione dedicata al Dizionario delle Sostanze Dannose: Di seguito troverai un elenco con la definizione degli ingredienti maggiormente utilizzati dalle case cosmetiche produttrici, che ti aiuterà a decifrare ogni componente e capirne un pò di più a riguardo.

A

Amodimethicone: E’ compreso nella categoria dei siliconi: Fino a una concentrazione del 2% circa sono tollerabili e la loro presenza migliora le perfomances delle formulazioni cosmetiche, in percentuali troppo elevate (posti alti dell’INCI), non sono invece dermococompatibili e producono una situazione di ingannevole soddisfazione cosmetica. Se utilizzati in prodotti per i capelli, tendono a rivestirne il fusto, impedendo a qualsiasi sostanza di penetrare. Con il passare del tempo il capello perde tono, ed appare secco e rovinato. Sulla pelle favoriscono invece la formazione di punti neri, brufoli, secchezza, pori dilatati e grani di miglio. 

B

Behentrimonium Chloride: Ha funzione condizionante, infatti se presente nei prodotti per i capelli, tende a renderli lisci e disciplinati, ma non è biodegradabile e rappresenta un rischio per l’ambiente e l’inquinamento dell’ acqua. 

Benzoic Acid: Non costituisce rischio o pericolo per l’ambiente ne per il corpo, ma potrebbe creare reazioni nei soggetti più sensibili o allergici; Per coloro che soffrono di dermatite è infatti particolarmente sconsigliato farne uso.

Benzophenone: Si tratta di un filtro solare chimico che protegge dai raggi UVA e UVB, ma recenti studi hanno dimostrato che tale sostanza è particolarmente dannosa nei bambini e nelle donne in gravidanza. Il dato più rilevante stabilisce che tale sostanza viene assorbita in modo anomalo e pericoloso nel nostro corpo: Un campione di persone sottoposte ad un test, ha rilevato che coloro che avevano fatto uso di cosmetici contenenti Benzophenone, ne avevano tracce all’interno delle urine, anche parecchie ore dopo l’applicazione. Per maggiori dettagli puoi leggere questo articolo sul blog.

Benzyl Alcohol: Anche in questo caso, la pericolosità di questa sostanza che funge da conservante e solvente, è legata al fatto che alcune persone ne sono allergiche e/o potrebbero avere problemi di irritazioni utilizzandolo.

Benzyl Benzoate / Benzyl Cinnamate / Benzyl Salicylate: Anche per queste sostanze vale la stessa cosa. Sono allergeni del profumo a cui alcune persone potrebbero essere intolleranti.

Benzylparaben: Fa parte della categoria dei parabeni, cioè conservanti chimici presenti in creme, shampoo, balsami e molti altri cosmetici. È dimostrato che penetrano nei tessuti corporei senza passare attraverso il processo digestivo, ragione per cui permangono intatti all’interno del tessuto stesso, senza venire metabolizzati.

Bht: Viene utilizzato come conservante per prevenire l’ossidazione degli ingredienti presenti, in particolar modo degli oli. È contrassegnato da semaforo rosso a causa del suo dubbio profilo tossicologico e per via del suo potenziale potere irritante. 

Butylparaben: Fa parte della categoria dei parabeni, cioè conservanti chimici presenti in creme, shampoo, balsami e molti altri cosmetici. È dimostrato che penetrano nei tessuti corporei senza passare attraverso il processo digestivo, ragione per cui permangono intatti all’interno del tessuto stesso, senza venire metabolizzati

Butylphenyl Methylpropional: Si tratta di un allergene del profumo, sconsigliato sopratutto per coloro che soffrono di allergie o hanno la pelle particolarmente sensibile e delicata, in quanto potrebbe causare fastidi ed irritazioni. 

C

Carbomer:  Il Carbomer è un gelificante e uno stabilizzatore di emulsioni, per questo si trova nelle creme come nei gel per capelli e molto spesso nei prodotti cosmetici in gel. La percentuale di utilizzo di Carbomer  è inferiore all’1%, ma si tratta comunque di una sostanza derivata dal petrolio, e quindi non biodegradabile.

Cera Microcristallina: Può trovarsi nell’Inci anche con il nome di “Cera Alba”, e si tratta di semplice cera d’api. Il suo pregio è quello di essere inodore ed insapore, ed ha proprietà emulsionanti ed antisettiche, ma è ricavata per distillazione frazionata dal petrolio. 

Ceteareth: Vengono utilizzati come emulsionanti e tensioattivi. Ne esistono di molteplici, come ad esempio “Ceteareth – 20”, che indica 20 moli di ossido di etilene, o ancora “Ceteareth – 2”, “Ceteareth-80”, e così avanti. E’ segnalato con semaforo rosso sul Biodizionario, ma in realtà questa sostanza può essere di estrazione vegetale (e quindi accettabile), o di estrazione sintetica (quindi da paraffine, e preferibilmente da evitare).

Cetrimonium Chloride: Si tratta di una sostanza utilizzata nei cosmetici per disciplinare i capelli e facilitarne la pettinabilità, ma è molto pericolosa per l’ambiente acquatico. Nonostante la sua non – ecocompatibilità, non è tossico per il corpo.

Coloranti (CI 121220, CI 12480, CI 17200): La lista di coloranti con semaforo rosso è davvero molto lunga, e non esiste un metodo per riconoscerli tutti;  In questo caso rivolgetevi sempre al Biodizionario o fate riferimeto a questo link per essere sicure. Non si tratta di sostanze dannose per il corpo, ma possono invece inquinare le acque. 

Cinnamal: E’ un allergene del profumo, da evitare in modo particolare se avete la pelle molto sensibile o allergica; E’ infatti causa di dermatiti, ma in linea generale, non rappresenta un elevato rischio per il nostro corpo sopratutto se presente nella parte finale o oltre la metà dell’Inci.

Cocamidea Mea/Dea/Tea: Sono tensioattivi utilizzati sopratutto in bagnoschiuma e detergenti per renderli più schiumogeni, ma risultano piuttosto aggressivi ed allergizzanti sulla pelle. 

D

Dimethicone: E’ compreso nella categoria dei siliconi: Fino a una concentrazione del 2% circa sono tollerabili e la loro presenza migliora le perfomances delle formulazioni cosmetiche, in percentuali troppo elevate (posti alti dell’INCI), non sono invece dermococompatibili e producono una situazione di ingannevole soddisfazione cosmetica. Se utilizzati in prodotti per i capelli, tendono a rivestirne il fusto, impedendo a qualsiasi sostanza di penetrare. Con il passare del tempo il capello perde tono, ed appare secco e rovinato. Sulla pelle favoriscono invece la formazione di punti neri, brufoli, secchezza, pori dilatati e grani di miglio. 

Disodium Edta: La sua pericolosità è legata al fatto che non si tratta di una sostanza eco-compatibile. E’ infatti in grado di portare nelle acque, metalli pesanti, andando così ad intossicare la fauna marina. Anche in questo caso, non rappresenta un pericolo per il nostro corpo.

Dodecane:  Viene utilizzato in ambito cosmetico come emolliente, ma chimicamente è un idrocarburo, dannoso sia per il corpo, che per l’ambiente. Non è previsto un limite sulla sua percentuale di utilizzo, quindi è preferibile evitarlo. Lo si trova molto spesso in cosmetici quali mascara, eyeliner e rossetti.

E

Ethylparaben: Fa parte della categoria dei parabeni, cioè conservanti chimici presenti in creme, shampoo, balsami e molti altri cosmetici. È dimostrato che penetrano nei tessuti corporei senza passare attraverso il processo digestivo, ragione per cui permangono intatti all’interno del tessuto stesso, senza venire metabolizzati.

Eugenol: E’ un allergene del profumo, da evitare in modo particolare se avete la pelle molto sensibile o allergica, ma non rappresenta un elevato rischio per il nostro corpo, sopratutto se presente nella parte finale o oltre la metà dell’Inci.

I

Isobuthylparaben: Fa parte della categoria dei parabeni, cioè conservanti chimici presenti in creme, shampoo, balsami e molti altri cosmetici. È dimostrato che penetrano nei tessuti corporei senza passare attraverso il processo digestivo, ragione per cui permangono intatti all’interno del tessuto stesso, senza venire metabolizzati.

Isododecane: Viene utilizzato in ambito cosmetico come emolliente, ma chimicamente è un idrocarburo, dannoso sia per il corpo, che per l’ambiente. Non è previsto un limite sulla sua percentuale di utilizzo, quindi è preferibile evitarlo. Lo si trova molto spesso in cosmetici quali mascara, eyeliner e rossetti.

L

Laureth: Nell’Inci è possibile trovare questa sigla accompagnata da un numero, come per esempio “Laureth-7”, “Laureth-25”, e così avanti. Vengono utilizzati come emulsionanti e tensioattivi e sono ottenuti dall’ossido di etilene, sostanza potenzialmente cancerogena. In particolar modo, il numero di molecole di ossido di etilene è quello che accompagna la sigla, e più è alto, più è dannoso.

Limonene e Linalool: Sono entrambi due allergeni del profumo, ed è molto frequente trovarli in qualsiasi prodotto cosmetico, anche quelli naturali, o con certificazioni. Solitamente si trovano verso la fine dell’Inci, e quindi sono piuttosto innocui, ma possono comunque creare fastidi e allergie nei soggetti più delicati e sensibili. 

M

Methylparaben: Fa parte della categoria dei parabeni, cioè conservanti chimici presenti in creme, shampoo, balsami e molti altri cosmetici. È dimostrato che penetrano nei tessuti corporei senza passare attraverso il processo digestivo, ragione per cui permangono intatti all’interno del tessuto stesso, senza venire metabolizzati.

P

Paraffinum Liquidum: Si tratta di un mix di idrocarburi ottenuti dalla distillazione del petrolio.  Il suo comportamento è analogo a quello dei siliconi: Crea una pellicola protettiva che blocca l’accesso ad ogni sostanza e  favorisce la formazione di brufoli, punti neri e ostruisce i pori. E’ sconsigliato utilizzare prodotti che la contengono, specialmente se presente nelle prime posizioni.

Peg: Anche in questo caso li troviamo nell’Inci accompagnati da un numero, come per esempio “Peg-10”, “Peg-14”, “Peg-120”, e così avanti; Il numero che accompagna queste sigle è il numero di ossido di etilene legato al composto di base; L’ossido di etilene è una sostanza cancerogena, dunque è preferibile avere un PEG con un numero basso (PEG-2), piuttosto che con un numero alto (PEG-400).In shampoo e balsami sono utilizzati come tensioattivi ed emulsionanti, non creano molta schiuma, ma detergono efficacemente. Nelle creme vengono invece impiegati come emollienti. Sono ingredienti di derivazione petrolifera, ed è preferibile evitarli completamente. 

Polyquaternium: E’ compreso nella categoria dei siliconi: Fino a una concentrazione del 2% circa sono tollerabili e la loro presenza migliora le perfomances delle formulazioni cosmetiche, in percentuali troppo elevate (posti alti dell’INCI), non sono invece dermococompatibili e producono una situazione di ingannevole soddisfazione cosmetica. Se utilizzati in prodotti per i capelli, tendono a rivestirne il fusto, impedendo a qualsiasi sostanza di penetrare. Con il passare del tempo il capello perde tono, ed appare secco e rovinato. Sulla pelle favoriscono invece la formazione di punti neri, brufoli, secchezza, pori dilatati e grani di miglio. 

Propylene Glycole: E’ un ottimo solvente, ma si tratta di un ingrediente di totale origine petrolifera, ed il suo comportamento sulla pelle può essere comparato con quello della paraffina.

Q

Quaternium:  E’ compreso nella categoria dei siliconi: Fino a una concentrazione del 2% circa sono tollerabili e la loro presenza migliora le perfomances delle formulazioni cosmetiche, in percentuali troppo elevate (posti alti dell’INCI), non sono invece dermococompatibili e producono una situazione di ingannevole soddisfazione cosmetica. Se utilizzati in prodotti per i capelli, tendono a rivestirne il fusto, impedendo a qualsiasi sostanza di penetrare. Con il passare del tempo il capello perde tono, ed appare secco e rovinato. Sulla pelle favoriscono invece la formazione di punti neri, brufoli, secchezza, pori dilatati e grani di miglio. In questo caso però occorre fare attenzione al numero a cui questa sigla è accompagnata: Per esempio, il Quaternium-80  è un silicone, mentre il Quaternium-15, non è un silicone.  Nel dubbio, cercate in internet chiarimenti sulla sostanza.

S

Sodium Laureth Sulfate (SLES)/ Sodium Lauryl Sulfate (SLS): Vengono impiegati come emulsionanti e tensioattivi, ma possono risultare piuttosto aggressivi,  specialmente se presenti nelle prime posizioni dell’Inci, e utilizzati da soggetti con pelle sensibile e delicata. E’ provato inoltre che tali sostanze alterino il pH naturale della pelle, rendendolo alcalino; La pelle può impiegare fino a 12 ore per ripristinare il suo normale equilibrio. Nei prodotti quali shampoo e balsamo, possono anche contribuire al diradamento dei capelli. Alcune bufale della rete sostengono che sia cancerogeno, ma è stato tassativamente smentito da fonti  autorevoli.

Stearic Acid:  E’ un grasso che può avere origine animale o vegetale. Nel primo caso, lo troverete contrassegnato da semaforo rosso, in quanto è estratto dagli animali, mentre nel secondo, lo troverete con semaforo verde. Solitamente nell’inci viene sempre specificato tra parentesi la sua derivazione, come per esempio “Stearic Acid (Animal)”, oppure, se non espressamente scritto, potete stabilirlo controllando se sull’etichetta del prodotto è presente qualche certificazione a tutela degli animali, come “LAV”. In entrambi i casi non si tratta di una sostanza pericolosa per l’ambiente o per il corpo.

Sodium Tallowate: Anche in questo caso il bollino rosso è determinato dal fatto che è una sostanza di origine animale. In particolare si tratta di un emulsionante utilizzato specialmente nei saponi, e ottenuto dagli scarti della macellazione degli animali. Il suo costo è davvero esiguo, per questo è la scelta prediletta da molte aziende.

T

Tetrasodium Edta: Sequestra i metalli, rendendoli disponibili per essere disciolti in acqua. Quindi i residui di cosmetici provocano un aumento di metalli nell’acqua, con conseguente intossicazione della fauna marina. 

Il tuo prodotto cosmetico contiene un ingrediente che non è presente in elenco? Scrivimi, ti aiuterò volentieri a capirne di più: estebeauty21@gmail.com

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